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Maggio 6 2005

Nonostante me ne sia andato da quasi un anno, ogni tanto Milano torna a farsi viva. Lo fa, come si conviene, grondando complicazioni spacciate per attenzioni nel tuo interesse. Questa volta mi scrive la società della mia fu fornitura di gas, annunciando un conguaglio a mio favore. All’anima, penso, otto mesi per fare i conti finali? E poi, non avevamo già chiuso tutti i conteggi qualche tempo fa? No, ti spiegano precisi precisi: è che a causa di un provvedimento retroattivo sulle tariffe, hanno dovuto ricalcolare tutti i conguagli fino al 2001.

Bene, penso io, e a quanto ammonterà mai questo conguaglio? Si tenga forte, caro ex-cliente: 0,03 euro. Tre centesimi.

Della somma però non c’è traccia nella lettera. Mica si può mandare un assegno a casaccio, che diamine! Che poi son rogne. Siccome lei, caro cliente, potrebbe benissimo aver cambiato indirizzo nel frattempo, lei ora ci deve fare il favore di rispedire questo modulo per confermare il suo domicilio (ovviamente, nel modulo arrivato correttamente a Pordenone compare come predefinito il vecchio domicilio milanese) oppure per indicarne uno aggiornato. Lì le spediremo in un secondo tempo il prezioso assegno di tre centesimi.

Rapido calcolo: il fornitore mi ha recapitato una lettera la cui spedizione, per quanto sottoposta a convenzioni speciali con Poste Italiane, sarà costata almeno un paio di decine di centesimi. Io ora dovrei rispedire loro il modulo, sempre per posta: 0,45 euro di francobollo. Solo a quel punto loro mi inoltreranno il prezioso assegno: altre decine di centesimi. A occhio, a questo punto abbiamo già superato l’euro, al netto di spese di cancelleria, spese bancarie e tempo impiegato da tutte le persone coinvolte. Per intascare tre centesimi. Quel che si dice un gioco win-win, eh?

Perplessi? Non è mica finita: prima di congedarmi il fornitore mi dice, cortese cortese, che l’importo «potrà essere oggetto di conguaglio». Ovvero: un giorno magari questi tre centesimi non ti spetteranno più e dovrai restituirceli. Il conguaglio del conguaglio del conguaglio, se non ho fatto male i calcoli. Tutto ciò accade perché la delibera dell’Autorità nazionale in base alla quale è stato eseguito il calcolo delle spettanze è datata: la più recente, infatti, è stata annullata dal Tar. In attesa delle nuove disposizioni, mi spiega il fornitore, noi mettiamo le mani avanti.

Ecco.

Maggio 4 2005

Entrano in una sinagoga, fermano un rabbino e chiedono “Scusi, ma chi è il dio qui?” (giuro, è vera)! [..] Per la cronaca, la serafica risposta del rabbino alla domanda idiota in sinagoga è stata, semplicemente, “Dio!”…

Le rilassanti vacanze di Pietro in Tunisia.
(Io, però, glielo avevo detto di venire in Friuli.)

Aprile 28 2005

Giacomo Mason propone di sollecitare agli editori la pubblicazione della prolifica opera di Walter Ong, noto in particolare per l’imprescindibile Oralità e scrittura.

Aprile 26 2005

Se Antonio Tombolini fosse papa…

Eleggendomi papa mi avete messo in mano un potere enorme, il potere di sciogliere e di legare, il potere di decidere e definire, il potere di affermare ciò che è vero e ciò che vero non è. Un potere, per di più, infallibile! Ci ho pensato tutta la notte, in preda allo sgomento. Finché mi sono fatto coraggio. E ho deciso, visto che mi ci avete voluto, di fare il mio mestiere, di cominciare a farlo, Dio provvederà. Sapete cosa ho scoperto? Ho scoperto, figli, fratelli miei, che stavo sbagliando tutto! Sì, carissimi, stavo, sto, stiamo sbagliando tutto, e da troppo tempo, ed è ormai ora di porvi rimedio. E se lo dico io, che sono infallibile, che stiamo sbagliando, vuol dire che stiamo sbagliando sul serio! Perciò ascoltatemi bene, che si comincia subito.

[continua su Simplicissimus]
Aprile 16 2005

Poteva piovere

I ragazzi di Bamboo Productions, quelli che hanno scritto Come si fa un video digitale, si sono rimessi al lavoro e stanno girando per le strade di Torino il nuovo corto, Souvenir. Il loro diario di produzione è uno spasso, come sempre.

Aprile 14 2005

Bello, ora anche Fabio è dei nostri: il buon vecchio Mediadrome è rinato da qualche giorno sotto spoglie di blog. Ci accomuna l’aver visto nascere la Rete-come-la-conosciamo-oggi dalla stessa stanza. Benvenuto!

Aprile 11 2005

Tutto quello che mi girava per la testa e che da giorni avrei voluto scrivere a proposito delle ultime elezioni, dell’entusiasmo e degli errori della sinistra, lo ha già scritto – come meglio non avrei saputo fare – Vanz:

Più ci penso, meno sono contento del risultato di queste elezioni. Anzi sono convinto che non c’è da stare per niente tranquilli. [..] Quello che mi preoccupa veramente è che l’Ulivo, vincitore o meno, non abbia saputo nè voluto dare una risposta alle aspettative del suo elettorato attuale e di quello potenziale. Facendo un sacco di errori e agendo con leggerezza rispetto a quello che noi elettori ci aspettiamo dalla famosa “opposizione matura”.
[continua a leggere su Maestrini per caso]

Aprile 5 2005

Forza Italia è, nel migliore dei casi, un grande comitato elettorale, che si mette in funzione per il suo capo solo nelle prove decisive, e che del capo non riproduce in alcun modo le innegabili capacità e gli innegabili meriti (di leader e di comunicatore, se non di statista), ma i limiti e i difetti; e anzi li ingigantisce. Berlusconi governa, come governa, badando ai suoi interessi, andando dritto ai suoi scopi e premiando i fedeli, indifferente o peggio non solo nei confronti dell’opposizione, ma di qualsiasi interlocutore non compiacente? E così pensano di poter fare, su suo mandato, i luogotenenti: salvo scoprire, quando si aprono le urne, che così forse si può governare una proprietà o un’azienda, non un partito. Per il semplice motivo che un partito, anche in tempi di crisi, è un’altra cosa. Una forza capace di esprimere un progetto, di ascoltare la società e di parlarle, di mettere a confronto democraticamente al suo interno diverse anime, e anche di immaginare nuove politiche e nuove leadership. Un soggetto simile Forza Italia non lo è mai stata, non lo è, non lo sarà mai. In passato, questa è stata, per paradosso, una forza. Ora è una debolezza grave. O peggio.

Paolo Franchi sul Corriere della Sera di oggi (anche online)

Aprile 5 2005

Recupero un bell’articolo di Maurizio Chierici comparso sull’Unità del 3 aprile, uno dei rari che in questi giorni rende onore a un uomo riconoscendogli la dignità di un ritratto a più dimensioni:

Ogni angolo della vita di Wojtyla, ogni immagine, ogni parola sono disperse nelle edicole: è stato detto e scritto quasi tutto, ma non tutto sulla storia di un pontefice che ha vinto una sola battaglia contribuendo alla frana del comunismo, purtroppo perdendo quasi tutte le altre. Si era illuso di sfidare i poteri che governano il mondo invocando dignità e pace per ogni essere umano. Lo hanno ascoltato quando la convenienza dell’economia voleva liberarsi di un avversario ormai in declino, eppure ancora fastidioso.
[continua a leggere sul sito dell’Unità]

Aprile 3 2005

[..] Lucio non ha granché voglia di spiegare. Poi, cede: «Quante cose mi hanno separato da questo Papa. Se faccio l’elenco delle cose a cui è stato ostile e che io approvo e sostengo, posso non finire più. Per dirne qualcuna, il divorzio, la contraccezione, l’omosessualità. E tuttavia ho sempre sentito la sua forza, la sua passione. Quando denunciava la pena di morte o l’avvilimento dell’uomo, della speranza dell’uomo provocato da un capitalismo selvaggio… quando chiedeva la pace, ostinatamente la pace, l’ho sentito prossimo. L’ho sentito dalla mia parte. Per questo sono qui. [..]

La Repubblica, pag. 5, articolo di Giuseppe D’Avanzo (non online)

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