Il blog di Sergio Maistrello dal 2003
Terze età, seconde vite
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La dico tutta: a me Second Life, così come tutte le costruzioni metaforiche pesantemente interposte nei rapporti tra esseri umani, non convince ancora e non credo mi appassionerà facilmente (benché g.g. contrapponga ragionamenti appassionanti). Non è che mi stia stretta, la seconda vita. Al contrario, mi sta larghissima: mi basta e avanza la prima, con tutte le sue eventuali appendici in Rete. L’avatar mi distrae e mi stanca, preferisco ancora l’asincronicità multimediale del web. Detto ciò è anche vero che gli esperimenti dell’Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale sono stati finora molto interessanti, soprendenti nella facilità di creare un contesto per incontri, lezioni e conferenze. Ce n’era bisogno? Ancora non lo so, ma è pur vero che un luogo d’incontro quasi-fisico e proto-specializzato, in cui arrivi in pochi secondi a partire da qualunque luogo e dove incontri persone intelligenti che dicono cose intelligenti, non è scontato ancora nemmeno nelle grandi città, figuriamoci se vivi alla periferia dell’Impero.
Una lunga premessa, a mo’ di giustificazione per la mia disincantata partecipazione al progetto, mi serve per inquadrare un’iniziativa che è ben ora di comunicare per bene e di cui sono in qualche modo responsabile. Diverso tempo fa raccontavo la tenerezza che mi faceva vedere una persona anziana alle prese con la tecnologia e qualche esperienza in proposito. Ma alla faccia del digital divide, io in questi anni ho continuato a sentire solo storie bellissime: gli ultrasessantenni, quando trovano un motivo concreto di interesse, sono tra i più entusiasti utilizzatori di computer e Internet. I corsi “Web over 60” del Comune di Torino (incrociati ai Webdays del 2005), i pensionati divenuti inaspettati animatori del SampaBlog (lo spiegava qualche settimana fa a Firenze Enrico Sola), i sempre più numerosi blog che raccontano il mondo visto da età importanti (uno per tutti: barbabianca) sono solo alcuni esempi.
Laddove i giovani spesso nicchiano, perdendo la miglior opportunità che questo tempo offre loro per superare le strettoie di accesso alle professioni dei loro sogni, gli anziani al contrario s’entusiasmano. L’unica accortezza è evitare il solito corso su come si accende un computer, che prima o poi ci si arriva, e spiegare semmai che cosa ci si può fare oggi con quell’aggeggio infernale: telefonare gratis a figli o parenti lontani (vederli in faccia, anche), raccontare la propria vita, impegnarsi in attività civiche, fare la spesa e farsela portare a casa, comprare il biglietto del treno, prenotare il posto a teatro e via dicendo. Attività pratiche: fraca botòn, ottieni risultato. Le procedure verranno da sé, un po’ per volta.
Così all’unAcademy, ragionando sull’organizzazione di corsi informali sull’uso di blog e social network, abbiamo pensato questo: perché non costruire un percorso che sia di stimolo a chi ha più di sessant’anni? Certo, farlo su Second Life è in sé una sfida, tanto che la prima serie di incontri – in partenza domani (20 novembre, alle 16) e poi per altri quattro martedì – ci servirà più che altro per prendere le misure: chi riesce ad arrivare nell’aula online (queste le coordinate dentro Second Life) è già sgamato quanto basta per non aver bisogno di un corso su blog, wiki e social network. Ma se riuscissimo a mettere in piedi un circoletto virtuoso, per esempio attivando dinamiche virtuose figli-genitori (più di qualcuno ha detto “ci porto mio padre”, e chissà che non lo faccia davvero) oppure organizzando squadre di volontari che assistano i partecipanti nell’ingresso in Second Life e poi svolgano un ruolo di guide nella parte abitata della Rete, magari potrebbe venirne fuori qualcosa di buono. Nulla che non si possa fare in un qualunque centro sociale cittadino, ma magari non a tutti capita l’occasione giusta.
Per cui l’invito è: spargete la voce, e se conoscete qualcuno che potrebbe essere interessato fate da ponte. Se conoscete o frequentate luoghi online a tema (comunità virtuali, forum della terza età eccetera), diffondete il messaggio; oppure semplicemente lasciate un indirizzo qui sotto nei commenti. Se volete dare una mano e proporvi come volontari, mandate lasciate un cenno a margine del programma del corso o qui sotto. E se, infine, avete più di 60 anni e volete iscrivervi, avete ancora qualche ora di tempo. Non ce lo ordina il medico di fare questa cosa, né nessuno ci si guadagna alcunché (corso e piattaforma sono gratuiti, giova dirlo). Ma se, come spesso diciamo, abbiamo tutti da guadagnare dalla condivisione di nuove esperienze, allora forse questo è un altro modo per seminare opportunità.
Quando basta una frase
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Era una di quelle piante umili che profumano il mondo, come il rosmarino o la salvia.
Roberto Benigni su Enzo Biagi, al Tg1 delle 20 del 6 novembre.
Non convenzionale
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Funziona così: a volte Giuseppe comincia a rimuginare un’idea. Te ne riparla distrattamente, di tanto in tanto. Quindi si eclissa per qualche giorno. Se gli chiedi che fine ha fatto ti risponde che sta studiando (e tu senti di essere entrato con gli scarponi da sci e l’hotdog in mano nella sua biblioteca, e cominci d’istinto a sussurrare). Infine, prima ancora che tu te ne renda conto, sei già con due piedi dentro il suo nuovo progetto. L’ultima volta che ha fatto così è nata l’Accademia non convenzionale della cultura digitale, per gli amici UnAcademy.
È sempre difficile spiegare in due parole qualcosa che per definizione interseca canoni, ambienti e linguaggi diversi. unAcademy, o Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale, è un lugo metaforico ma anche un luogo fisico, un loft postindustriale nella fisica del mondo di Second Life, attrezzato con aule, sala conferenze e spazi allestiti per esperimenti di didattica e di riflessione. È un blog, aperto, su cui far confluire temi e percorsi di ricerca. È un sito che interfaccia funzioni di organizzazione (calendario degli eventi, iscrizioni) con questo blog e con Second Life. Se prosegui con la lettura, proveremo a creare insieme una comprensione parziale di quello che stiamo facendo. Parziale, perchè unAcademy è un progetto del tutto aperto in cui anche tu puoi aggiungere pezzi. O idee. O solo interesse.
[continua a leggere le Faq]
Sintesi mirabile
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[Sentita al Gr1 delle 19, nel servizio sulle file delle primarie.]
Intervistato, in fila al seggio: Non c’è nessun elemento di novità sostanziale.
Intervistatrice: E allora?
Intervistato: E allora speriamo che mi sbaglio.
Fotografa la privacy
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ZeusNews propone un concorso fotografico piuttosto sfizioso:
Abbiamo deciso di dedicare alla privacy la seconda sfida fotografica dell’Olimpo Informatico (vedi qui i vincitori della prima sfida, lo scorso anno). Raccontaci con una foto la tua visione della privacy, del Grande Fratello che ci spia, del Panopticon del terzo millennio. Immortala una scena di privacy (violata o meno), o che rappresenti il concetto di riservatezza, e partecipa anche tu alla sfida. E’ ammessa qualsiasi fotografia che rappresenti questo tema.
Cooperazione, un dato interessante
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Ogni cittadino del mondo ricco, del primo mondo, versa in progetti di cooperazione una cifra equivalente a 105 dollari a testa all’anno. Si tratta di una cifra enorme, di una cifra che se fosse destinata in maniera corretta, in maniera equa, evidentemente avrebbe già garantito delle condizioni di sviluppo notevolissime.
Lo diceva stamattina (audio) Sandro Cappelletto ai microfoni di quella bellissima trasmissione radiofonica quotidiana che è Il pianeta dimenticato (Radio1 Rai, dal martedì al venerdì alle 8.40).
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