Il blog di Sergio Maistrello dal 2003
Se Paperino sposa Paperina
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Da Haramlik (congratulazioni!) scopro una meravigliosa serie di link a cascata. Si comincia con una raccolta di storie rare o censurate di fumetti Disney, tra cui quella in cui Paperino sposa la sua dolce metà e mette su (numerosa) famiglia. Il sito è curato da Marco Barlotti, docente universitario con l’hobby dei fumetti (Disney e Jacovitti soprattutto), che partecipa al progetto I.N.D.U.C.K.S., il database mondiale dei fumetti Disney. Questo poderoso indice ha un’importante sezione italiana (non più aggiornatissima), dentro la quale si possono trovare utili approfondimenti sulla produzione locale. Da qui si arriva alla redazione del Papersera, che al progetto di catalogazione aggiunge interviste, articoli, bibliografie e interventi a tema. Un bello spettacolo, almeno chi come me custodisce gelosamente centinaia di albi di Topolino (buona parte dei numeri tra il 1100 e il 2000).
Al fin della licenza, io fischio
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Per carità, io detesto i fischi e penso che in certe occasioni si debba necessariamente essere superiori, anche se costa pena. Però, magari, se sei uno dei politici italiani meno bipartisan, meno miti e meno amati al di fuori del tuo ristretto cerchio di compari; se nonostante tutto accetti di presentarti in una piazza dichiaratamente ostile in una circostanza solenne a rappresentare un governo che magari non è considerato esattamente un fulgido esempio di limpidezza; e se, non bastasse ciò, alle prime difficoltà reagisci con una battutina sarcastica degna del più antipatico tra i primi della classe… beh, insomma, al diavolo lo sdegno unanime, io un sorriso sardonico me lo concedo.
Ora si cambia (aggiornate il feed!)
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Da oggi questo sito cambia piattaforma, passando a WordPress.
Il cambiamento è per gran parte già avvenuto, anche se le modifiche del template (per ora) sono minime. È stata una decisione sofferta, perché tutto sommato sono ancora affezionato a Movable Type, ma la combinazione delle caratteristiche del software con quelle dello spazio in hosting non mi consentiva più di combattere efficacemente lo spam (spaventosamente aumentato nel giro di un anno). Il passaggio alla versione 3.2 di MT (benché solo in beta), alla prova dei fatti, non si è rivelato efficace come speravo.
Dopo aver cancellato l’ennesimo commento “buono” – e me ne scuso non senza imbarazzo con gli incolpevoli interessati – nel tentativo di debellare manualmente le ormai centinaia di commenti fasulli giornalieri, ho deciso di passare anche questo sito sotto la gestione del software su cui gira già il sito di Come si fa un blog. Con WordPress, bene o male, ho trovato una combinazione di plug-in che riduce i disagi al minimo e assicura una protezione pressoché totale dai commenti infestanti. Per chi commenta, l’unica differenza è che ora è necessario trascrivere un codice generato casualmente per permettere che il sistema accetti il messaggio.
Ovviamente in questa fase di rodaggio (e di cambiamenti all’organizzazione dei contenuti che metterò in pratica un po’ per volta, sfruttando le caratteristiche del nuovo software) si possono registrare malfunzionamenti e problemi vari, a cominciare dalla rottura degli eventuali collegamenti permanenti a post specifici presenti su altri siti. Sto studiando una soluzione, ma non sono sicuro che il gioco valga la candela. Per quanto riguarda i commenti, la soluzione è abbastanza collaudata, ma se doveste registrare inconvenienti, vi sarei grato se me li segnalaste (prima di pensare male dei miei metodi di moderazione).
Per il momento il photolog resta sotto la protezione di Movable Type, ma i commenti sono sospesi. Deciderò in seguito se e come evolverlo.
Chi utilizza i feed Rss e Atom di questo sito è pregato di aggiornare il link, dal momento che i precedenti non sono evidentemente più aggiornati.
Cornuti il bue e l’asino
- LOCATED IN Dico la mia
Sai che cosa? A me la ramanzina dei giornalisti ai turisti che si fanno la foto davanti ai luoghi del terrorismo fa più impressione delle foto stesse. Mi chiedo che cosa abbia da insegnare a quei turisti una testata che nelle stesse ore manda i suoi cronisti ad assediare la casa di una famiglia in lutto per cannibalizzare ricordi e lacrime. E quale esempio sociale dia la gara indiscriminata delle tv a esserci e a far vedere di più e meglio, come se non esistesse più alternativa a essere comunque in prima fila.
La nostra Offerta
- LOCATED IN Mi arrabbio
Questa è bella: ricordate l'(operatore telefonico) di qualche giorno fa? Ecco. Quello stesso (operatore telefonico) sabato mi recapita una letterina in cui si dice:
Gentile Cliente,
siamo lieti che la nostra Offerta, ideata per poter soddisfare le Sue esigenze di comunicare di più ad un prezzo più conveniente, abbia incontrato il Suo interesse. Certi che potrà constatarne di persona i vantaggi, Le confermiamo che, come da intese intercorse, abbiamo attivato la nuova Offerta.
Confermiamo. Intese intercorse. Ecco.
Tra le righe, in una delle pagine di informazioni contrattuali che seguono, salta fuori anche il canone mensile di 0,98 euro. Per una opzione che non voglio e che non ho mai sottoscritto. Al servizio clienti non hanno fatto una piega, come se fossero abituati. Io, stufo di perdere tempo per accomodare gli effetti di errori e disservizi, mi sto abituando all’idea di mandare a quel paese Telecom Italia.
Una buona notizia
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Riprendo da Caravita e rilancio la notizia dell’affossamento della malaugurata direttiva sui brevetti software. Buona, la notizia, non soltanto per l’effetto legislativo che pone fine a una norma quanto mai digraziata nella sostanza, ma soprattutto per la sconfitta di un modo di fare politica che non piace più a nessuno. Nemmeno agli stessi politici, si direbbe. Bene, se fosse mai un primo passo in una direzione nuova (ma io ci credo poco).
UE/EUROPARLAMENTO BOCCIA DIRETTIVA BREVETTI SOFTWARE Con 648 voti contro 14 e 18 astensioni Strasburgo, 6 lug. (Apcom) – La direttiva Ue sulla brevettabilità dei programmi informatici applicati alle invenzioni tecniche (“Brevettabilità del software”) è stata bocciata, oggi a Strasburgo, dalla plenaria dell’Europarlamento con una maggioranza schiacciante di 648 voti contro 14 e 18 astenuti. Il rigetto della “posizione comune” del Consiglio Ue da parte dell’Assemblea è stato accolto con un grande applauso da parte degli eurodeputati, e spiegato dal relatore, Michel Rocard, come un messaggio “di collera collettiva” inviato dall’Europarlamento alla Commissione europea per “il modo inammissibile in cui siamo stati trattati, con il disprezzo totale verso gli emendamenti approvati in prima lettura, l’assenza dei commissari durante l’elaborazione degli emendamenti della seconda lettura e il tentativo di impedire anche il dibattito tra i governi” su questa questione. Il veto del Parlamento europeo significa la fine del cammino legislativo della proposta di direttiva, in virtù di quanto previsto dalla procedura di codecisione. La Commissione europea, che fino alla vigilia del voto di Strasburgo, aveva affermato di non voler presentare una nuova proposta di direttiva sulla brevettabilità dei software, subito dopo la bocciatura della direttiva ha dichiarato in aula, per bocca del responsabile delle relazioni esterne, Benita Ferrero Waldner, di essere disponibile a discutere con il Parlamento europeo un’eventuale nuova proposta generale sul brevetto europeo, che però non riguarderebbe più il solo settore informatico. Loc/Max 061047 jul 05GMT
Tanto per rimanere in tema
- LOCATED IN Mi arrabbio
Suona il telefono. Numero privato.
– Il signor Maistrello?
– Sì?!
– Buongiorno signor Maistrello, sono (Tizio) di (Pay-tv). La chiamo per farle sapere che (Pay-tv)…
– Sì, guardi, so tutto. Mi avete chiamato almeno tre volte negli ultimi tempi. E ho ricevuto il materiale cartaceo. E comunque non sono interessato.
– Ah, quindi lei conosce già l’offerta d…
– Sì sì, guardi, la conosco, l’ho valutata e non sono interessato.
– Ah, dunque è già stato contattato, dice.
– Sì, almeno tre volte negli ultimi tempi.
– È strano.
– Le assicuro che i suoi colleghi sono stati fin troppo premurosi.
– Però è strano, perché a me qui sulla scheda non risulta nessun contatto.
– Eppure…
– Ah, ma forse ancora nessuno questo mese!
– Beh, siamo al 4… Comunque no, questo mese ancora no.
– Dunque a lei non interessa una telev…
– No guardi, le ho detto che non sono interessato.
– Come mai non è interessato, signor Maistrello?
– Perché non sono interessato alle vostre attuali offerte commerciali, all’installazione e a tutto il resto. Non mi interessa. È molto semplice.
– Allora mi dispiace per il disturbo, signor Maistrello. Arrivederci!
– Buona sera.
(Arrivederci al 4 agosto?)
Siete alla frutta
- LOCATED IN Mi arrabbio
Suona il telefono.
– Pronto?
– Pronto?
– Pronto?
– Ah, è il signor Maistrello Sergio?
– Sono io.
– Buongiorno signor Sergio, sono (Tizia) di (Operatore telefonico). Posso disturbarla per dirla che (Operatore telefonico) ha abbassato le tariffe internazionali e che ora telefonare all’estero costa pochissimo? Per esempio, telefonare negli Stati Uniti o in Canada costa (X) centesimi di euro al minuto, quasi come una telefonata locale. Lei chiama all’estero signor Sergio?
– Capita sì.
– E dove chiama quando chiama all’estero, signor Sergio?
– …boh, prevalentemente in Belgio.
– Ah bene, signor Sergio, lei ora per chiamare in Belgio spenderà solo (X) centesimi al minuto, quasi come una chiamata locale. È un bel risparmio, non le pare signor Sergio?
– Mah…
– Signor Sergio, devo chiederle però una cortesia. Deve informare subito di questa cosa tutti i suoi familiari. È molto importante che lei riferisca questo messaggio.
– Sicurezza nazionale?
– No, è che la (Istituto di sondaggi) sta conducendo un’indagine proprio su queste informazioni ed è importante che, se dovessero chiamarla a casa, chiunque risponda sia bene a conoscenza di questa offerta. Ha capito, signor Sergio?
– …
– Allora ha capito: quando lei chiama in Belgio, signor Sergio, ora spende (X) centesimi soltanto. Deve solo scegliere l’opzione (Nome dell’opzione) che le costa a partire da (X) euro al mese. È tutto chiaro?
– Ah, dunque è un’opzione facoltativa a pagamento… Comunque sì, è tutto chiaro.
– Bene, signor Sergio, è molto importante.
– Molto.
– Signor Sergio, le posso chiedere un’altra cortesia? Per confermare che la telefonata è stata effettuata, posso chiederle se ha sottomano la sua carta di identità?
– Senta, guardi, non mi pare il caso…
– Non c’è problema, signor Sergio. Però si ricordi di informare i suoi familiari. Arrivederci!
– Arrivederci.
Dici bene che è tempo di tornare alla realtà, di riprendere la vita di tutti i giorni. Io nemmeno riesco più ad accendere la tv senza sentirmi male. E poi a momenti ho il panico: sento tutto d’un tratto il capitalismo che ci sta franando addosso, lo vedo così chiaro ora che non riesco a capire chi ci abbia convinto a fare finta di nulla.
Fai il pieno per un mese di vita vera, delle emozioni che contano, degli affetti che ti riempiono la vita. Poi finisci per quindici giorni in un’isola di gente semplice, talmente semplice che forse ha capito qualcosa. Lì i lavori che si possono fare in dieci, e che da noi si fanno in cinque, lì li fanno almeno in venti. Lì la gente sorride la mattina, sorride il pomeriggio e sorride la sera. Sorride anche quando non li guardi. Arrivi e pensi che abbiano tanto da imparare; parti e sei convinto che quello che potrebbero insegnare è ben di più.
E nel frattempo leggi Terzani, che nel suo ultimo libro viaggia con la mente e con il corpo tra le civiltà. Accumuli confronti su confronti, ma i conti non tornano: perché è pur sempre nel tuo mondo che alla fine dei conti vorresti vivere, ma il tuo mondo ti sembra aver perso completamente il senso della misura e della decenza. E del bello.
È di questo che ti rendi conto, quando stacchi la spina: che siamo drogati, completamente assuefatti a un mondo artificiale. I mondi artificiali sono bellissimi: non si rompono mai. Ma il nostro mondo imperfetto era ancora più bello, ed era tutto nostro, solo che siamo talmente storditi da badilate imperterrite di marketing che non ce lo ricordiamo nemmeno più. Corriamo avanti come matti, ma la meta stava alle nostre spalle ed era così facile da raggiungere. Ma che cosa fai, quando sei lì in mezzo, il bastian contrario che va contromano o segui la corrente?
Facciamo così. Io me ne sto in disparte ancora un po’.
Di libri e lettori
- LOCATED IN Leggo
Gaspar Torriero, invece, mi tira in ballo sulle letture. E sia.
Libri della mia biblioteca:
In ordine di età: l’intera collezione di classici dell’infanzia (ignorati), molti fumetti Disney, buona parte dei racconti di Hermann Hesse, qualche Rimbaud, un po’ di Gibran, quasi tutto ciò che passava il convento della Stampa Alternativa e dei libri millelire, vari classici del giornalismo italiano prima e della sociologia delle comunicazioni poi, Roland Barthes, Gregory Bateson, Pierre Levy, tutta la produzione “giovanile” di Stephen King, il primo Andrea De Carlo, poca informatica. Il resto della biblioteca, la maggior parte in effetti, sono libri sparsi di narrativa prevalentemente contemporanea e saggi di attualità acquistati ogni volta che in negozio un libro mi ha detto “ti aspettavo, sono qui per te”.
L’ultimo libro che ho comprato:
Senza perdere la tenerezza, Paco Ignacio Taibo II
Il libro che stai leggendo ora:
Un altro giro di giostra, Tiziano Terzani
Tre libri che consiglio:
Link, Albert-Laszlo Barabasi
L’inglesina in soffitta, Luca Masali
Il gioco preferito, Leonard Cohen
Cinque blogger a cui provo a passare il testimone:
Perles de Pluie, Blog Notes, Webgol, Pietro Izzo, Gattostanco
Chi vorrei essere se dovessi rinascere:
Per ora, e mai come ora, vorrei vivere questa.
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