Il blog di Sergio Maistrello dal 2003
Il fallimento dell’e-government
- LOCATED IN Segnalo
Beppe Caravita spiega bene sul Sole perché i servizi civici su Internet, tanto strombazzati, di fatto non sono ancora decollati. E come potrebbero migliorare le cose in futuro.
Rientro lento
- LOCATED IN Vivo
Lunedì si riprende a pieno ritmo, dopo un mesetto di connessioni precarie, essenziali e centellinate. Qualche remora a riattivare i messenger e aggiornare i network sociali, che navigare in incognito è soprendentemente piacevole. Provo a convincere la mia agenda che fra due settimane un salto a Riva del Garda sarebbe opportuno, ma non è semplice. Riprendo in mano progetti e idee, con molta, molta, molta calma. Dedico le ultime ore di disponibilità totale a Giorgio, che quest’estate – tra cavalcate, tuffi, moto e piadine – ne ha fatte di ogni, e ora è bene che torni a regime.
Mappodometro
- LOCATED IN Segnalo
Un altro merito di queste mie quasi-vacanze è aver tirato fuori dalla olimpica pigrizia che mi contraddistingue la voglia di fare un po’ di sana attività fisica. Ho ricominciato a correre dopo anni, pian pianino, ritrovando il gusto di infilare una scarpa dietro l’altra, controllando il respiro e guardandomi intorno. Prima un giro dell’isolato, poi del quartiere, oggi dell’intero lido marittimo. Una buona manciata di chilometri, tenuti con relativa facilità di fiato.
Conquistato dal fuoco fatuo dello sportivo della domenica, senza però aver dismesso i panni del curioso internettoso, questo pomeriggio mi chiedevo come piegare Google Maps fino al punto di reperire il chilometraggio delle mie scampagnate al piccolo trotto. Stavo quasi per proporre una delle mie balorde invenzioni gratis, quando ho scoperto – e segnalo qui per tenerne nota – Gmaps Podometer: puntelli il tuo itinerario sulla mappa, senza troppi vincoli di strade e percorsi automobilistici, e la cortese applicazione calcola per te distanze, dislivelli, calorie bruciate.
Dice il coso, per esempio, che oggi mi sono corso i miei buoni cinque chilometri e mezzo senza soste. La prossima volta facciamo sei abbondanti, fino al lago.
Il mondo che dice la verità su di sé
- LOCATED IN Ritaglio
In questi primi giorni di quasi-vacanza sto cercando di recuperare un po’ di letture interrotte o accantonate. Al momento ho in mano Post giornalismo di Furio Colombo, una raccolta di scritti e articoli recenti del giornalista, scrittore e parlamentare sull’evoluzione e degenerazione dell’informazione. Annoterò le mie impressioni sul mio scaffale su aNobii, come faccio di solito con i libri letti di recente, ma un passaggio me lo voglio appuntare qui:
Ciò che è accaduto nel mondo a partire dall’11 settembre – uno shock immenso che ha potuto toccare e devastare l’integrità leggendaria della struttura giornalistica americana – si è facilmente espanso, contaminando come una radiazione inarrestabile un mondo più debole.
Strano non si sia notato che, indebolendo il percorso e la credibilità delle notizie, si consentiva al terrorismo di combattere ad armi pari, propaganda contro propaganda, sventolamento di ideali e bandiere contro sventolamento di ideali e bandiere. Si è perduta la straordinaria superiorità, ovvia persino agli avversari, di un mondo capace di dire la verità su se stesso.
Internet di Stato, un articolo
- LOCATED IN Segnalo
Su LaVoce.info e sul Mondo oggi in edicola c’è un interessante articolo di Alfonso Fuggetta che mette in ordine molte riflessioni recenti a proposito del ruolo pubblico nello sviluppo di reti di telecomunicazione. Dice, in sintesi, che
una strategia di intervento pubblico dovrebbe basarsi su una serie di passaggi molto semplici: piuttosto che avere un ruolo in prima persona di gestore o operatore, il pubblico dovrebbe preoccuparsi di definire le regole, sostenere la domanda (per esempio, di soggetti deboli e pubbliche amministrazioni) ed eventualmente co-investire in quelle società che possono operare da level-playing field e volano per lo sviluppo del mercato. Altre azioni, come vacatio regolatorie o strutture pubbliche che offrano servizi diretti allutenza, sono unindebita ingerenza del pubblico nel mercato e unoccasione per investimenti pubblici improduttivi.
[leggi tutto il testo su LaVoce.info]
Un’evoluzione del WiFi cittadino a Pordenone che interesserà ad Alfonso Fuggetta, con cui tempo fa ci si confrontava sull’impostazione delle reti civiche di accesso a Internet. Lui sostenendo l’ormai valida e potenzialmente economica alternativa degli operatori di telefonia mobile, io restando affezionato all’idea di un città che si fa materialmente la propria rete. Bene, viene fuori che con il cambio di giunta, qui in Friuli Venezia Giulia, la Regione non starebbe mantenendo gli impegni presi nella convenzione con il Comune di Pordenone. Terminata la prima fase di sperimentazione, ora l’investimento regionale (intorno agli 800 mila euro) avrebbe permesso di completare e rendere operativa l’infrastruttura su tutto il territorio comunale entro l’anno.
Quei soldi non si sono visti e, a quanto dicono i giornali locali, nessuno ha ancora risposto ai solleciti. Il che fa pensare a un disimpegno della nuova giunta Tondo (da aprile, come noto, al posto di Illy), che a sua volta porterebbe a un contenzioso legale eccetera. Ma poco importa qui il caso politico. Più interessante è il fatto che l’amministrazione comunale di Pordenone avrebbe l’intenzione di rispettare comunque l’impegno preso con i cittadini. Se la situazione non si dovesse sbloccare sul fronte WiFi, l’alternativa sarebbe stipulare una convenzione con un operatore mobile, distribuendo pc-card (le chiavette Hdspa, immagino) e rendere gratuite le connessioni entro i confini locali. In questo caso il costo stimato scenderebbe a 450 mila euro, dice il Gazzettino (ma sono dati su cui io non ho alcuna conferma diretta e che prenderei, per esperienza, con molta prudenza), un investimento che a quel punto diventerebbe forse sopportabile per le sole casse comunali.
Questo porta acqua alle tesi di Fuggetta, in qualche modo. Sarà interessante vedere come proseguirà la vicenda. Io invece sono un po’ più preoccupato della fine che sembra stia per fare tutto il lavoro svolto a suo tempo con l’ampio gruppo di lavoro locale per le strategie di e-democracy, il quale immagino sarebbe il primo a saltare in caso di drastica contrazione dei costi. Anche il fatto che i lavori preparatori siano nel frattempo spariti dall’apposita sezione del sito del Comune non rassicura, da questo punto di vista.
Sullo stesso tema, ma cambiando località, mi sono appuntato anche l’interessante accordo stretto dall’amministrazione comunale di Arezzo con Fon, di cui dava notizia nei giorni scorsi Stefano Vitta. Qui il modello è in qualche modo terzo: il Comune promuove il WiFi civico e dà il là installando hotspot nei punti strategici della città. Ma poi sta ai cittafini estenderla mettendo a disposizione la propria connessione secondo le regole e le soluzioni tecniche già note della comunità dei foneri. Chi condivide la banda, accede gratuitamente ovunque sia disponibile un accesso di questo tipo in città. Gli altri cittadini hanno diritto comunque ad alcuni minuti gratuiti. Non sarà la soluzione definitiva al digital divide – qui il vantaggio mi sembra soprattutto degli utenti più smaliziati – ma è un formato di rete civica comunque interessante, nella quale i residenti sono coinvolti attivamente.
Che ci manca?
- LOCATED IN Segnalo

Fonte: Adfor, 2008. Via Humanitech.
Intanto Leonardo non sbaglia un post
- LOCATED IN Segnalo
Chiunque saprebbe cosa fare il giorno dopo che Berlusconi ha dato l’annuncio che a Napoli non c’è più l’emergenza rifiuti, vale a dire: prendere il primo volo per Napoli (in fretta, finché Alitalia funziona), farsi inquadrare davanti al primo mucchio di monnezza che trova, e rilasciare la seguente dichiarazione: Ora che Berlusconi ha tolto l’emergenza, chissà, forse gli resta un po’ di tempo per togliere anche i rifiuti. Sorriso di circostanza e via, verso una nuova avventura. Dite che non sarebbe capace? Io dico che Chiunque sarebbe capace, perché Chiunque ha delle idee che a Veltroni e D’Alema non sono mai venute.
[Il partito dell’Uomo Chiunque, leonardo]
La forza della persuasione
- LOCATED IN Mi arrabbio
– Buongiorno, sono Tizio dell’OperatoreTelefonico. Parlo col signor Maistrello?
– Sì, buongiorno.
– Dunque, guardi, io ho qui una nota riguardo a una sua richiesta commerciale… su… beh… Mi spiegare meglio di che cosa si tratta?
– Non lo so, forse riguarda il TelefonoCheTuttiAspettavamo?
– Eh… sì, credo di sì.
– Ah beh, allora ho semplicemente compilato la form sul vostro sito, parecchio tempo fa, per essere informato in anteprima sulla commercializzazione e sulle tariffe.
– Ah ecco, bene, bene. E dunque le interessa sapere le condizioni…?
– Guardi, nel frattempo ho raccolto tutte le informazioni che mi servivano, grazie.
– Ah, bene, bene. Dunque è interessato…?
– No, grazie. A questi costi proprio non mi interessa.
– Ah, ho capito, quindi è già informato.
– Sì sì, grazie.
– Va bene, buon giorno.
– Buongiorno a lei.
Partita Iva 01537680934 • Trasparenza • Privacy Policy • Licenza contenuti: Creative Commons BY-NC-SA • Per comunicazioni: sm@sergiomaistrello.it