Il blog di Sergio Maistrello dal 2003
L’aria che tira nelle parole
- LOCATED IN Ascolto
Non se ne parla molto, ma lo scorso fine settimana è uscito Sputi, Cd realizzato da Marco Paolini e dai Mercanti di Liquore, legato all’esperienza dello spettacolo Song N. 32 (concerto variabile). Visto che in Rete non si trova una descrizione che sia una, riporto le utili note di presentazione di Paolini:
«È cominciato con un concerto dedicato all’acqua intesa come risorsa e non come merce. Abbiamo fatto tre giorni di prove partendo da qualche pagina fotocopiata, qualche poesia, un po’ di repertorio e musiche improvvisate più che pensate, che nascevano dall’istinto e dalla voglia di fare insieme questo concerto. [..] Non so se fosse giusto chiamarle canzoni però alla fine era un concerto. Serviva un titolo, Song N. 32 bastava. Ovviamente nessuno pensava che potesse durare più di una serata. Ne abbiamo fatte 15 poi ci è venuto in mente che potevamo anche farne un Album. A condizione di lavorarci sopra. Si è trattato di innesti e di montaggi di testi diversi, di accostamenti, di musiche e parole prese da vari autori, dalle filastrocche di Gianni Rodari (Re Federico, La tradotta, Sul duomo di Como, Il mare Adriatico, I mari della luna, I sette fratelli, Stelle senza nome, Compagni fratelli Cervi) quasi metà dei pezzi dell’Album, dai Canti Orfici di Dino Campana (in La notte mi par bella e Vele), dalla lingua sonora di Biagio Marin (in Me son visuo), Giacomo Noventa (in Sottovento), Ernesto Calzavero (in Parole Mate), dai versi di Erri De Luca (in Il Prigioniero Ante e Sputi). Una canzone (Il Sergente della neve) contiene un frammento di Mario Rigoni Stern un po’ “arrangiato” e inserito nella filastrocca del Soldatino di Rodari. Il tema iniziale del concerto è rimasto in alcuni pezzi (Mar Adriatico, Due parti di idrogeno, Regola acquea), altri sono stati inventati mentre registravamo. Il titolo è cambiato rispetto al concerto, l’abbiamo preso dalla poesia di Erri De Luca. Sputi non è un album ricercato, abbiamo preferito fissare quel che l’istinto suggeriva. Alcune soluzioni sono rimaste ruvide, l’aria che tira nelle parole ha suggerito la musica.»
Da parte mia aggiungo che il disco è particolare, teatrale, ruspante con le sue derive dialettali lombardo-venete, schierato, divertente. Fuori dagli schemi discografici, come del resto originali erano state altre due incisioni in Cd del lavoro di Paolini (alcuni estratti da Il Milione, quaderno veneziano per Le vie dei canti e una comparsata nell’eponimo dei Maistral, band strumentale che lo accompagnava proprio nel Milione). Sputi suona spontaneo e intelligente, ha personalità ed è di sicuro interesse per chi apprezza lo stile di Paolini oppure quello dei Mercanti di Liquore. Per chi ama entrambi è una festa per le orecchie.
Han deciso in fretta
- LOCATED IN Mi arrabbio
Tre mesi dopo, l’Azienda Trasporti Milanesi decide di rifondere parte del costo dell’abbonamento (settimanale, mensile o annuale) ai viaggiatori rimasti a piedi durante gli scioperi selvaggi di dicembre e gennaio. Gesto onorevole. Se non fosse che, tre mesi dopo, i tagliandi con cui dovrei presentarmi allo sportello sono diventati terra per i ceci.
Sviluppo locale
- LOCATED IN Segnalo
A me l’idea di Giuseppe Granieri di dar vita a un notiziario locale dei blog italiani non dispiace affatto. Certo, si potrebbe pensare più in grande. Certo, si rischia di andare alla deriva. Certo, dopo un mese voglio vedere quanti si saranno già stufati di raccontare. Ma ho l’impressione che nemmeno i blog, con quel po’ di buono e di strutturato che hanno introdotto nel Web italiano, siano stati pianificati a tavolino. Un passo per volta, per come la vedo io.
Uso personale
- LOCATED IN Ascolto
A parte il fatto che l’entusiasmo mi sembra quanto meno prematuro, direi che ci stiamo avvicinando a larghi passi verso la modica quantità anche per gli Mp3. Già me l’immagino: “Questi file sono illegali!” “Guardi che è la mia dose minima giornaliera…” “Ah, allora può andare!”.
La storia ci racconta come finì la corsa
- LOCATED IN Ritaglio
Cronache di Pleasentville, Fvg (2)
«Ieri in Piazza Risorgimento a Pordenone il tempestivo intervento delle forze dell’ordine ha impedito a un cittadino italiano “turbolento” di rivolgersi in modo violento contro un autista che aveva chiesto conto del biglietto. In realtà l’autista già da diversi di giorni aveva osservato che l’utente si serviva del trasporto pubblico locale da Zoppola a Pordenone senza pagare il biglietto. Ad attendere l’arrivo dell’autobus in piazza Risorgimento c’erano i poliziotti che hanno potuto verificare e identificare il passeggero che non si comportava come previsto dalla legge e usava atteggiamenti poco rassicuranti.» (da Il Gazzettino)
Gli dirò che sono pronto a partire
- LOCATED IN Vivo
Quando passerà il monsone
dirò levate l’ancora
diritta avanti tutta
questa è la rotta
questa è la direzione
questa è la decisione.
La cultura non ha prezzo, ma
- LOCATED IN Segnalo
A proposito del dibattito sul ticket per i libri dati in prestito nelle biblioteche pubbliche, di cui si parla da qualche giorno nei blog (a cominciare da Lorenzo De Tommaso e Manteblog) e contro il quale la Biblioteca Civica di Cologno Monzese ha aperto una petizione, ecco un comunicato diffuso oggi dall’Associazione Italiana Editori. Così, giusto per sapere come la pensano loro.
«Certo, la cultura è gratis. Ma il processo di elaborazione ed anche di necessaria selezione di ciò che vale la pena diffondere non è mai gratuito per nessuno, e per nessuna manifestazione culturale, ivi compreso il libro». Prende posizione il presidente dellAssociazione Italiana Editori (AIE), Federico Motta, dopo il dibattito creatosi sulla direttiva comunitaria che prevede un ticket per i libri dati in prestito dalle biblioteche, e che fa insorgere proprio i bibliotecari con il monito “la cultura è gratis”.
«Certo la funzione delle biblioteche è soprattutto quella di agevolare laccesso alla cultura prosegue il presidente degli editori – E questa è anche la funzione delleditoria, che raggiunge i propri potenziali destinatari anche per il tramite delle biblioteche. È però vero, se si pensa al sistema delle biblioteche, che senza uneditoria coraggiosa, intelligente, dotata di spirito imprenditoriale, che proponga con tempestività quanto la cultura, nel mondo, viene elaborando, il patrimonio culturale delle biblioteche stesse sarebbe condannato ad un progressivo, rapido invecchiamento. E questa non è una bella prospettiva per nessuno perché la cultura vive di continui apporti e si alimenta quotidianamente di nuove riflessioni, esperienze, ricerche espressive, conquiste».
«La politica di promozione della lettura, e quindi della cultura chiarisce – è o dovrebbe essere una priorità per un Paese civile. E ciò equivale in concreto ad avere a cuore il destino delleditoria e dei suoi autori da un lato e dei luoghi di diffusione del libro dallaltro. Ridurre la cultura a uno scontro, fra chi la vuole “gratis” e chi si rende conto che ha anchessa un valore nella gamma dei beni disponibili, non le rende un buon servizio».
«Nel confronto con altre offerte culturali conclude Motta – il libro resta un bene ragionevolmente accessibile e durevole, ma soprattutto molto meno pilotabile. Lazione politica e le leggi dovrebbero tener docchio questa sua peculiarità e con provvedimenti oculati testimoniarne il “valore”, che non è mai senza prezzo. Anche se ciò che può darci non ha davvero prezzo».
Il viaggiatore naive
- LOCATED IN Racconto
Venerdì pomeriggio, su un Intercity che non ha nessuna intenzione di lasciare la stazione centrale di Milano per raggiungere Venezia, nonostante siano passati 25 minuti dall’orario previsto. Accanto a me siede un tizio distinto e sportivo, sulla quarantina. È un po’ nervoso, si guarda intorno. Prende il cellulare e compone un numero.
“Sai, credo che non arriverò in tempo stasera. Devo aver sbagliato treno”, racconta all’interlocutore.
…
“Eh, sai, io non sono pratico di treni, non li prendo mai. Pensavo di essere salito sul treno per Venezia, ma poi non è partito e allora penso di essere su un altro treno. Chissà dove andrà”, continua.
…
“Sì, è ancora fermo. Non so dove va questo treno. Aspetta, che chiedo”, e chiude la chiamata.
Tace per un po’, poi mi guarda, mi tocca il braccio e cerca di attirare l’attenzione in modo un po’ goffo.
“Senta, scusi, ma questo treno dove va?”, fa lui.
“A Venezia”, gli rispondo.
“Ma il treno per Venezia non doveva partire alle 17.05?”, chiede.
“Sì, in effetti avrebbe dovuto. Ma è ancora fermo”, rispondo ammiccando da uomo vissuto che ha ormai fatto l’abitudine alle bizze ferroviarie.
“Quindi sono sul treno giusto per Venezia?”, ripete.
“Direi proprio di sì”, lo tranquillizzo.
“No perché, sa, non sono pratico di treni. Non li prendo mai”, si schernisce.
Prende il telefono e richiama l’interlocutore lasciato in sospeso.
“Sono sul treno giusto, sai?”
…
“Sì sì, ho chiesto e mi hanno detto che è proprio il treno che va a Venezia”
…
“Sì, era indicato alle 17 e qualcosa, ma credo che gli orari che scrivono sui tabelloni siano solo indicativi, giusto perché uno si sappia regolare, poi partono quando sono pronti. Quindi fra un po’ partiremo, credo.”
Pirateria analogica
- LOCATED IN Ascolto
Un blogger diciannovenne trova il modo di craccare la promozione Pepsi-iTunes (100 milioni di canzoni in regalo, una ogni tre bottiglie – non correte: per ora vale solo negli Usa): è sufficiente inclinare la bottiglia e guardare il tappo attraverso la plastica trasparente per intravedere parte della scritta. Suppongo che ora i discografici, brillando in questi mesi per soluzioni economiche e risolutive, doteranno le bottiglie di allarme anti-ribaltamento oppure insedieranno un proprio incaricato presso ogni supermercato a sorvegliare la preziosa merce.
(Ne parlava ieri anche Quattroeunquarto)
«Sono sparite altre due anatre tra quelle che stazionano nei dintorni del ponte di Adamo ed Eva e le rive circostanti del fiume Noncello in centro a Pordenone. Nelle transenne provvisorie in legno sopra il ponte appare l’avviso del furto degli animali che erano state adottati dai passanti e alimentate ogni giorno, col risultato che avevano preso confidenza e si facevano avvicinare. Di questo fatto qualcuno ne ha approfittato per portarsene qualcuna a casa e poi, con tutta probabilità, fino dentro la pentola.» (Il Gazzettino)
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